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Essere un traduttore professionale e sapere bene una lingua straniera: quali differenze

Sapere bene una lingua straniera non è sufficiente per poter vantare il titolo di traduttore professionale. Per ottenere tale qualifica, infatti, non basta essere in grado di padroneggiare con una certa dimestichezza la lingua, ma occorre – per esempio – conoscere in modo approfondito i cosiddetti CAT tools, vale a dire i software per traduzione che sono richiesti sempre più di frequente nelle agenzie. La professionalità va individuata, poi, in molti altri fattori: nella puntualità delle consegne, ma anche nella capacità di fornire dei preventivi adeguati. Proprio per questo motivo è essenziale conoscere il mercato in cui ci si trova a operare, per proporre delle tariffe giuste: non troppo alte – perché in questo caso i potenziali clienti fuggirebbero da altre parti – ma nemmeno troppo basse – perché in questo caso il guadagno sarebbe irrisorio e, soprattutto, si rovinerebbe il mercato stesso.

La passione per la lingua è solo una delle tante doti che servono per diventare un traduttore professionale: non è un caso che questa mansione sia svolta da un numero di persone molto inferiore rispetto al numero di persone che hanno studiato lingue. D'altro canto, è opportuno mettere da parte l'idea che il compito di un traduttore consista semplicemente nel traslare un testo da una lingua a un'altra dizionario alla mano: niente di più sbagliato (o, comunque, vetusto), perché – come detto – oggi un ruolo importante è svolto dai software. Ed è questa la ragione per la quale senza conoscenze informatiche non si può aspirare a diventare traduttori professionali, al di là del percorso accademico che si è scelto.

Un'altra differenza tra chi sa bene una lingua straniera e un traduttore professionale è che quest'ultimo in genere si concentra su un ambito di specializzazione solo: ci possono essere, quindi, dei traduttori che si dedicano ai libri e alle materie letterarie, dei traduttori giurati che si occupano di documenti e attestati, dei traduttori che si focalizzano su contratti e questioni tecniche, e così via. Come è facile immaginare, la traduzione di un contratto di compravendita tra un'azienda e un'altra è ricca di termini specifici e tecnici che in genere non sono padroneggiati dagli esterni: insomma, si può conoscere una lingua in maniera approfondita ma non così tanto, se non si è traduttori professionali.

Come si può notare, in conclusione, sapere bene una lingua straniera non equivale ad essere traduttori professionali: certo, può rappresentare il primo passo per diventarlo, ma in seguito è bene compiere un'altra serie di step successivi, non ultima la registrazione a un'associazione di traduttori, per raggiungere il traguardo a cui si mira. Sempre con la massima pazienza.