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Il marketing si fa virale

Prendendo in prestito un termine molto anni '80 lo chiamano “guerrilla marketing”. L'industria del mercato pubblicitario, un settore che muove ogni anno in tutto il mondo cifre anche superiori ai Pil di molti stati anche quelli più sviluppati, è da sempre storicamente alla ricerca di nuove e sempre più efficaci modalità comunicative per far passare il loro messaggio. Da quando, con l'avvento della società di massa, la pubblicità è entrata in maniera prepotente nelle nostre vite da sempre è andata a braccetto con le varie tipologie di media. Dalla carta stampata, quindi giornali, manifesti, volantini o cartelloni fino alla radio, al cinema, alla televisione e quindi ovviamente anche al web, tutti questi sono stati terreni ideali per le varie campagne pubblicitarie. Ma la creatività e le nuove sconfinate opportunità che internet e derivati offrono fanno sì che vengano ideate anche nuove tecniche. Dopo che, ormai da diversi anni, in molte metropoli mondiali vengono effettuate anche da noi, soprattutto a Roma, queste nuove tipologie pubblicitarie hanno fatto capolino, vediamo quali sono e come funzionano.

 

Con lo sviluppo di queste nuove tecniche anche nella capitale infatti, soprattutto grazie al continuo scambio di conoscenze e di studio con specialisti esteri soprattutto americani, sono arrivate figure con idee innovative. Grafici, creativi pubblicitari e agenzie di realizzazione siti web a Roma infatti hanno iniziato a proporre ai loro clienti queste novità. In pratica si tratta di campagne che mirano a colpire prima e fare interessare il destinatario. Ecco quindi nascere web series per la rete soprattutto per i più giovani, gruppi social network dove si spinge a condividere foto o esperienze, tutto con lo scopo di creare una maggior identità per il marchio che si vuole promuovere ed una condivisione e interazione virale. Ma oltre alla rete, dove impazzano altre decine di iniziative simili come contest o simil reality, anche in città si moltiplicano gli esempi. Dalle campagne pubblicitarie cartellonistiche dove è presente solo uno slogan, con un richiamo poi ad una pagina web o social e che rappresentano il classico esempio di marketing offline, fino ai flash mob effettuati in posti caratteristici e simbolici. Altra frontiera dalle illimitate possibilità è quella delle applicazioni per i cellulari. Tra i vari Whatsapp, Telegram, o Instagram eSnapchat sono decine le campagne virali che impazzano nei nostri telefonini, tutti messaggi pubblicitari con un linguaggio diverso che cercano di fondersi con i normali usi che tutti noi facciamo dei nostri cellulari.