Economia

Partita IVA comunitaria: istruzioni per l’uso

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Com’è noto, per poter agevolare e tenere sotto controllo gli scambi effettuati nei confini dell’Unione Europea, è opportuno e necessario “munirsi” di una partita IVA comunitaria. Ovviamente, per fare ciò, bisogna ottenere un’autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Una volta avviata un’attività è possibile richiedere le partite IVA comunitarie, mediante domanda inviata all’Agenzia delle Entrate; al contrario di quelle normali, queste partite IVA devono essere iscritte in un registro apposito denominato VIES, VAT (IVA in Inglese) Information Exchange System. In questi casi, infatti, bisogna per forza iscriversi presso questa grande banca dati se si vogliono effettuare degli scambi all’interno della Comunità Europea: non appena la partita IVA comunitaria sarà iscritta al VIES (in genere il tutto avviene entro 30 giorni), si potrà iniziare ad effettuare le operazioni di scambio. Il procedimento vale anche per chi ha già una partita IVA: una partita IVA non comunitaria (con la quale si può operare solo entro i confini nazionali), infatti, può diventarlo tramite iscrizione al VIES, che è completamente gratuita.

La banca dati VIES è di fondamentale importanza perché, attraverso questa, sia l’agenzia delle Entrate che il privato potrà verificare che tutto sia sotto controllo: esiste infatti un registro che riporta tutte le partite IVA presenti e regolarmente iscritte e, tramite il numero della partita IVA che ci interessa, è possibile quindi effettuare una ricerca in merito. I dati vengono aggiornati in tempo reale e nel caso in cui una partita IVA non sia presente all’interno dell’elenco, si possono contattare gli uffici amministrativi nazionali che provvederanno e risolvere il problema. Non solo, l’iscrizione al VIES implica anche la possibilità di detrazione dell’IVA sugli acquisti all’interno della comunità; diversamente, dovrà essere versata al Fisco italiano. Andando sul pratico, per effettuare la ricerca basta collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, selezionare la tipologia di partita IVA che si vuole verificare e inserirne il numero per ottenere tutti i dati a essa relativi. Diversamente, ci si può anche collegare al sito della Commissione Europea ed effettuare la ricerca nella sezione “fiscalità e unione doganale”.

Da un punto di vista fiscale, comunque, nonostante risulti essere necessaria per alcune tipologie di imprese, non vi sono particolari agevolazioni perché la partita IVA comunitaria è tassata allo stesso modo di quella normale.

Se quindi la vostra impresa opera spesso con paesi esteri, è opportuno iscriversi al VIES per non incorrere in problemi riguardo l’IVA.