Arte e Cultura

The invisible man, l’artista che si mimetizza in segno di protesta contro il potere

The invisible man, l’artista che si mimetizza in segno di protesta contro il potere

Nascondersi e diventare mimetici come forma di protesta e d’arte. Sono le stupefacenti performance di Liu Bolin, classe 1973, che nel 2005 durante l’abbattimento del quartiere di Suojia Village, a Pechino, sede di molti artisti in opposizione al governo cinese, si mimetizzò con le macerie del suo studio, facendosi fotografare e divulgando con una sola immagine la sua protesta silenziosa che riscosse da subito un grande successo.

Così è iniziata la straordinaria carriera di uno degli artisti contemporanei più talentuosi e interessanti del nostro presente, capace di nascondere forti messaggi sociali attraverso immagini apparentemente semplici, in una sintesi di molteplici linguaggi quali la pittura, l’installazione e la fotografia.
Le sue performance vogliono essere un messaggio forte e chiaro di ciò che accade nel presente, tra il peso della storia e le conseguenze del progresso.

Dal 2 marzo le opere di Liu Bolin saranno in mostra al Vittoriano di Roma, dove sarà raccontata la sua storia, dalla prima perfomance a Pechino fino agli scatti più recenti del 2017 alla Reggia di Caserta e al Colosseo, appositamente realizzati per la mostra romana e qui esposti in anteprima mondiale. Nel tempo Liu Bolin si è fatto fotografare davanti ai più importanti monumenti del mondo, a librerie, a scaffali dei supermercati, a opere d’arte, a montagne di rifiuti e tra gli immigrati; la sua fama cresce fino a quando le sue immagini diventano un’icona per i grandi brand: uno per tutti Moncler, che utilizza per diverse stagioni un camouflage di Liu Bolin per pubblicizzare il proprio marchio, ma anche Tod’s, Ferrari e molti altri.

Fonte: The invisible man, l’artista che si mimetizza in segno di protesta contro il potere

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