Vivere Sostenibile

Una storia complessa, lo smaltimento dei rifiuti

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Per capire il processo di smaltimento dei rifiuti, dobbiamo partire dalla definizione di rifiuto solido, ossia un qualsiasi tipo di materiale solido che deriva come scarto da una attività umana. I rifiuti solidi possono appartenere a tre grandi macro categorie: quelli agricoli, che vengono prodotti in seguito ad attività quali allevamenti zootecnici e colture legnose ed erbacee; quelli civili, che a loro volta si suddividono in urbani, voluminosi, residui di costruzioni e demolizioni, ospedalieri e residui di mattatoi; poi vi sono quelli industriali, minerari ed infine quelli radioattivi.

Lo smaltimento in realtà include più azioni, ossia operazioni di conferimento, di raccolta, di trasporto e di trattamento.

La prima disciplina organizza che include tutto il processo di smaltimento dei rifiuti solidi a livello statale viene promulgata nel 1982, a seguito della proiezione nell’ordinamento italiano di tre direttive comunitarie. I principi fondamentali contenuti del decreto sono quelli di salvaguardia dell’ambiente e del paesaggi, promozioni di sistemi tendenti alla riduzione del volume di scarti prodotti (direzione verso la quale si punta oggi di più), attribuzione delle competenze sullo smaltimento fra Stato e regioni. Le regioni infatti hanno il compito di fissare le zone atte al raccoglimento e concedono l’autorizzazione agli impianti, altre competenze ancora sono quelle delle province e dei comuni. Lo Stato dunque in realtà si occupa esclusivamente del coordinamento e del rispetto dei criteri generali di smaltimento.

Il decreto del 1982, viene aggiornato con quello del 1990, che dà competenze maggiori alle regioni.

L’attenzione sempre maggiore ai problemi ambientali, al cambiamento climatico, allo spazio destinato alle discariche, fanno sì che le normative in fatto di smaltimento dei rifiuti siano in costante evoluzione.  Un nuovo decreto viene emanato nel 1997, molto più innovativo rispetto al precedente perché introduce, tra tanti cambiamenti, la raccolta differenziata e le operazioni di recupero come l’uso di rifiuti per produrre energia, il riciclo di metallo di scarto, il reimpiego degli oli etc.

Una delle nuove tecniche sperimentate di recente è la Pirolisi: ossia è un processo che provoca la decomposizione del materiale tramite alte temperature (tra 700 e 1600 gradi a seconda della sostanza da scomporre). La pirolisi è una scomposizione chimico-fisica, dunque è necessario un impianto complesso per farla avvenire, ma i vantaggi sono tanti tra cui l’assenza di emissioni inquinanti.

Date le sempre maggiori competenze delle regioni, sono sempre di più le agenzie che si occupano dello smaltimento rifiuti a Roma e in tutte le città d’Italia.